Un amico lavora facendoti un favore

Aggiornamento: 26 ott 2020

Se hai un'AZIENDA e un amico ti vuole dare una mano … anche gratuitamente, STAI ATTENTO!

Ti racconto un caso reale e come si è espressa la Corte di Cassazione in merito.

Siamo in un cantiere edile in cui arriva un controllo dell’ispettorato del lavoro.

Questi trovano un fabbro (titolare di un’impresa artigiana) che sta ripulendo un’area da dei calcinacci.

Il fabbro non utilizzava mezzi o strumenti di lavoro propri.

Al titolare dell’impresa edile è stata data una sanzione di €3500 perché in cantiere operava un lavoratore senza adeguata formazione ne controllo sanitario.

Il titolare ha fatto ricorso dicendo che: “il fabbro ha pulito di sua spontanea volontà e non su richiesta della mia impresa”.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in quanto:

Se non vi è una totale autonomia di organizzazione e di mezzi l’attività si considera “lavoro subordinato”. Il fabbro non avendo a disposizione propri mezzi per svolgere il lavoro di pulizia è stato considerato un lavoratore dell’impresa edile”

ATTENZIONE quindi: la normativa può considerare “subordinato” chiunque presti un’attività lavorativa sotto la direzione di altri se non vi sono chiare autonomie organizzative. In tale caso al lavoratore devono essere garantite le misure di sicurezza appropriate (es. formazione, DPI, visite mediche).

Perciò fate attenzione se qualcuno vi vuole dare una mano, anche a titolo gratuito.


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